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La Chiave del Successo nell’Intesa tra Cliente e Commercialista

L’azienda per sua natura è vista come un sistema e in quanto tale vive in un ambiente. Ambiente pieno di fattori esterni, a volte favorevoli e a volte sfavorevoli. La dottrina ci insegna che l’azienda dovrebbe avere un organizzazione dinamica proprio per far fronte al continuo mutamento dell’ambiente esterno. Ma ad un tratto arriva un fattore sfavorevole cosi inaspettato che nessun imprenditore può prevedere. Nessuno sa quale dei tanti sistemi organizzativi attuare per far fronte a tutto ciò. L’azienda si sente sola e cerca di capire, almeno, come sopravvivere. Di certo non siamo nuovi a queste crisi, la storia per sua natura si ripete in maniera ciclica e l’imprenditore sa per certo che per avere successo deve essere in grado di trarre in suo vantaggio la crisi stessa. È pur vero che l’imprenditore  per vivere deve lavorare, e per farlo bene deve essere mentalmente libero per far fronte al ciclo vitale dell’azienda. Qui entra in gioco una figura fondamentale per la vita di un impresa. Il consulente aziendale che fornisce a chi ha un’attività imprenditoriale le strategie adeguate per pianificare al meglio l’efficienza e l’amministrazione del business.   Il rapporto tra un cliente e il proprio commercialista è fondamentale per il successo finanziario di un’azienda o di un individuo. Una comunicazione chiara, trasparente e aperta è essenziale per garantire che entrambe le parti siano sulla stessa lunghezza d’onda e possano lavorare insieme in modo efficace. In questo articolo esploreremo alcuni aspetti cruciali di questa relazione di partnership.    Comunicazione efficace La comunicazione è il pilastro su cui si basa qualsiasi buona relazione professionale. È importante che il cliente esprima le proprie esigenze in modo chiaro e che il commercialista fornisca risposte esaustive e comprensibili. Domande frequenti, aggiornamenti regolari e la condivisione tempestiva di documenti sono fondamentali per garantire che entrambe le parti siano sempre allineate.   Fiducia reciproca La fiducia è un elemento essenziale in qualsiasi rapporto professionale. Il cliente deve potersi fidare del commercialista per gestire in modo competente le questioni finanziarie e fiscali, mentre il commercialista deve poter contare sul fatto che il cliente fornisca informazioni accurate e complete. Costruire e mantenere questa fiducia reciproca è fondamentale per una collaborazione di successo.       Chiarezza sulle aspettative È importante che sia il cliente che il commercialista abbiano chiare le aspettative su ciò che ci si aspetta l’uno dall’altro. Definire ruoli, responsabilità, tempistiche e obiettivi comuni fin dall’inizio aiuta a evitare fraintendimenti e conflitti futuri. Una buona comunicazione in merito a questi aspetti è fondamentale per una cooperazione efficace.   Professionalità e competenza Un buon commercialista deve essere non solo competente e aggiornato sulle normative fiscali, ma anche professionale nel proprio approccio. Il rispetto dei tempi, l’accuratezza nei dettagli e la capacità di risolvere problemi in modo efficiente sono tutte qualità che contribuiscono a una collaborazione di successo.   In conclusione, il rapporto tra cliente e commercialista è una partnership importante che richiede impegno, comunicazione e rispetto reciproco. Mantenendo una comunicazione aperta, costruendo fiducia, definendo chiaramente aspettative e lavorando con professionalità, è possibile creare una collaborazione solida e di successo. Nelle piccole realtà imprenditoriali, questa figura, è vista molto spesso come un ente esterno, quasi un ulteriore costo da affrontare, ma ormai sono tante le dottrine in cui questa figura viene posta quasi al centro della organizzazione stessa. Un partner. È al consulente che il piccolo artigiano commerciante fa riferimento, è a lui che chiede consigli su come fare o come riceverli ed qui che entra in gioco il fattore umano, mai come quest’anno il consulente è dovuto arrivare al Cuore degli imprenditori. Lavorando non più per il suo bene, ma per il bene delle intere aziende. Siamo ancora lontani, qua al sud, nel pensare che questa figura sia fondamentale per la continuità aziendale e per la sua crescita, è ancora troppo spesso visto come un costo esterno e non come una figura con la quale pianificare le scelte e crescere insieme.  Nell’ambiente in cui ci troviamo, troppe volte siamo soggetti al cambio di nuove norme, scadenze prorogate il giorno prima o cavilli burocratici che mettono a dura prova la vita dell’imprenditore. Siamo ancora lontani, economicamente, dal ritornare allo stato di benessere ante covid, ma è pur vero che le aziende non sono sole nell’affrontare questa risalita, ci sono migliaia di consulenti pronti ad aiutare le imprese nel senso più umano che ci sia, e se questo avverrà, se i consulenti verranno considerati realmente partner, ritorneremo ad essere più forti di prima.     Dott. Andrea Scarpino – SCARPINO & Associati   

STUDIO SCARPINO & STUDIO RUBINO Sinergie tra professionisti calabresi

Il nostro studio, sempre attento al territorio e alle esigenze dettate dai cambiamenti, ha il piacere di comunicare una nuova importante collaborazione con lo Studio Rubino, realtà che affianca le aziende in tutte le attività legate alla progettazione, al deposito e alla sorveglianza di Marchi, Brevetti, Disegni e Modelli. Vi spieghiamo di seguito i punti salienti di questa sinergia. -Come nasce l’idea di questa partnership? Giuseppe Rubino, amministratore dello Studio Rubino: Crediamo che in un momento come quello attuale, di grande fermento nell’ambito dell’Innovazione, riuscire a creare sinergie tra professionisti che operano su settori complementari non può che tradursi in un valore aggiunto alla qualità del servizio reso al cliente. Andrea Scarpino, socio di SCARPINO & Associati: Da oltre trentanni cerchiamo di offrire ai nostri clienti i migliori servizi a 360 gradi, grazie alle diverse specializzazioni presenti all interno dello studio e anche mediante l’utilizzo di molti business partners esterni. La domanda crescente da parte dei nostri clienti di servizi incentrati all’innovazione e alla tutela dei marchi ci ha spinto ad espandere la nostra rete. -Quali sono i punti di forza dello Studio Rubino e Scarpino? Giuseppe Rubino: L’esperienza ultra ventennale in settori ad alto spessore professionale assieme ad una elevata attenzione alle dinamiche di innovazione del mercato. Andrea Scarpino: Sicuramente la forte presenza sul territorio e la conoscenza della rete imprenditoriale che ci circonda. Questa conoscenza ci permette di offrire servizi mirati e su misura per l’azienda. –Cosa avrà a disposizione il cliente? Giuseppe Rubino: Un interscambio di competenze e servizi che gli consentiranno di avere un supporto a 360° nello sviluppo del proprio progetto imprenditoriale. Andrea Scarpino: Tutte le professionalità di entrambi le realtà che in sinergia porteranno l’idea del cliente a compimento. -Considerando le ultime azioni messe in campo, la vostra idea di lavoro, e quindi di prodotto da offrire, in che direzione sta andando? Giuseppe Rubino: Grazie a questo tipo di collaborazioni si potranno intercettare tutte le opportunità che si presenteranno ai nostri clienti nei loro percorsi di innovazione trasformandole in concrete prospettive di crescita e sviluppo. Andrea Scarpino: La collaborazione tra queste due realtà non potrà che rafforzare il concetto di rete per poter ogni giorno migliorare i servizi offerti.

Crediti d’imposta rincari energia e gas per il terzo trimestre 2022

Proseguono le misure volte ad attenuare l’impennata dei costi energetici: anche per il terzo trimestre 2022 le imprese potranno beneficiare di un contributo straordinario, erogato sotto forma di credito d’imposta, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti. L’articolo 6 D.L. 115/2022, in vigore dal 10 agosto 2022, ripropone le misure straordinarie già introdotte per il secondo trimestre 2022 a favore delle imprese energivore/gasivore e non. In particolare, alle imprese a forte consumo di energia elettrica di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 dicembre 2017 (c.d. energivore), i cui costi per kWh della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media del secondo trimestre 2022 ed al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, hanno subito un incremento del costo per kWh superiore al 30 per cento relativo al medesimo periodo dell’anno 2019, anche tenuto conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall’impresa, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 25 per cento delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel terzo trimestre 2022 (comma 1). Il credito di imposta viene riconosciuto anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta dalle imprese in argomento e dalle stesse autoconsumata nel terzo trimestre 2022. In tal caso l’incremento del costo per kWh di energia elettrica prodotta e autoconsumata va calcolato con riferimento alla variazione del prezzo unitario dei combustibili acquistati ed utilizzati dall’impresa per la produzione della medesima energia elettrica; il credito è determinato con riguardo al prezzo convenzionale dell’energia elettrica pari alla media, relativa al terzo trimestre 2022, del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica. Alle imprese a forte consumo di gas naturale è invece riconosciuto un credito d’imposta, pari al 25 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nel terzo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al secondo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30 per cento del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019. Ai fini dell’agevolazione in questione, si definisce impresa a forte consumo di gas naturale quella che opera in uno dei settori di cui all’allegato 1 al decreto del Ministro della transizione ecologica 21 dicembre 2021, n. 541 e che ha consumato, nel primo trimestre solare dell’anno 2022, un quantitativo di gas naturale per usi energetici non inferiore al 25 per cento del volume di gas naturale indicato all’articolo 3, comma 1, del medesimo decreto, al netto dei consumi di gas naturale impiegato in usi termoelettrici (comma 2). Tutte le altre imprese (diverse dalle energivore), se dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, possono beneficiare di un credito di imposta pari al 15 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nel terzo trimestre dell’anno 2022, comprovato mediante le relative fatture d’acquisto, qualora il prezzo della stessa, calcolato sulla base della media riferita al secondo trimestre 2022, al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, abbia subito un incremento del costo per kWh superiore al 30 per cento del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019 (comma 3). Alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale di cui all’articolo 5 D.L. 17/2022, convertito, con modificazioni, dalla L. 34/2022, è riconosciuto un credito di imposta pari al 25 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nel terzo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al secondo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30 per cento del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019 (comma 4). Rispetto ai crediti preesistenti si segnala la seguente novità riguardante le imprese diverse dalle energivore e gasivore (crediti di cui ai commi 3 e 4): ai fini della fruizione del credito, ove l’impresa destinataria del contributo, nel secondo e terzo trimestre dell’anno 2022 si rifornisca di energia elettrica o di gas naturale dallo stesso venditore da cui si riforniva nel secondo trimestre dell’anno 2019 quest’ultimo, entro sessanta giorni dalla scadenza del periodo per il quale spetta il credito, invia al proprio cliente, su sua richiesta, una comunicazione nella quale è riportato il calcolo dell’incremento di costo della componente energetica e l’ammontare della detrazione spettante per il terzo trimestre dell’anno 2022. In altri termini, al verificarsi delle condizioni sopra esposte, il fornitore dell’energia elettrica o del gas deve provvedere al calcolo dell’incremento e della detrazione spettante per conto dell’impresa beneficiaria del credito. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 115/2022, dovrà definire il contenuto della predetta comunicazione e le sanzioni in caso di mancata ottemperanza da parte del venditore. Tutti i crediti d’imposta sopra richiamati sono utilizzabili esclusivamente in compensazione F24 entro la data del 31 dicembre 2022 oppure, in alternativa, cedibili per intero ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. Si segnala, infine, che i crediti richiamati:

Sanzioni per mancato utilizzo del POS

In particolare, l’articolo 18, comma 1, stabilisce l’obbligo per i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, di accettare i pagamenti effettuati con strumenti elettronici, pena l’applicazione di sanzioni. Pertanto, a decorrere dal 30 giugno 2022 i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare i pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito, una carta di credito e alle carte prepagate (c.d. obbligo di POS). nei casi di mancata accettazione di un pagamento tramite carta di credito, prepagata, bancomat e simili – si applichi la sanzione pecuniaria pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stato rifiutato il pagamento elettronico. L’entrata in vigore della sanzione, originariamente prevista dal 1° gennaio 2023, è stata anticipata al 30 giugno 2022 dall’articolo 18, comma 1, del Dl 36/2022.

Bonus trasporti, da oggi si può richiedere

Aiuto per cittadini con reddito lordo fino 35mila euro nel 2021 Il contributo massimo del voucher è di 60 euro Dal 1° settembre 2022 è possibile richiedere il bonus trasporti pubblici riconosciuto a studenti e lavoratori che hanno un reddito inferiore a 35mila euro, un aiuto economico di 60 euro mensili per mitigare gli effetti negativi dell’aumento dei prezzi sull’economia familiare.

Il ruolo del consulente aziendale nell’era Covid-19

L’azienda per sua natura è vista come un sistema e in quanto tale vive in un ambiente. Ambiente pieno di fattori esterni, a volte favorevoli e a volte sfavorevoli. La dottrina ci insegna che l’azienda dovrebbe avere un’organizzazione dinamica proprio per far fronte al continuo mutamento dell’ambiente esterno. Ma ad un tratto arriva un fattore sfavorevole così inaspettato che nessun imprenditore può prevedere. Nessuno sa quale dei tanti sistemi organizzativi attuare per far fronte a tutto ciò. L’azienda si sente sola e cerca di capire, almeno, come sopravvivere. Di certo non siamo nuovi a queste crisi, la storia per sua natura si ripete in maniera ciclica e l’imprenditore sa per certo che per avere successo deve essere in grado di trarre in suo vantaggio la crisi stessa. È pur vero che l’imprenditore per vivere deve lavorare, e per farlo bene deve essere mentalmente libero per far fronte al ciclo vitale dell’azienda. Qui entra in gioco una figura fondamentale per la vita di un’impresa. Il consulente aziendale che fornisce a chi ha un’attività imprenditoriale le strategie adeguate a pianificare al meglio l’efficienza e l’amministrazione del business. Nelle piccole realtà imprenditoriali questa figura è vista molto spesso come un ente esterno, quasi un ulteriore costo da affrontare, ma ormai sono tante le dottrine in cui questa figura viene posta quasi al centro della organizzazione stessa. Un partner. Nell’era covid, il consulente, ha dovuto affrontare sfide enormi, anche solo per far sopravvivere l’impresa affidatagli. E come? Con analisi, previsioni, studi approfonditi e sicuramente tramite la costante informazione. Vediamo ad esempio i vari ristori che lo Stato ha emesso. È al consulente che il piccolo artigiano commerciante fa riferimento, è a lui che chiede consigli su come fare o come riceverli, è qui che entra in gioco il fattore umano, mai come quest’anno il consulente è dovuto arrivare al cuore degli imprenditori. Lavorando non più per il suo bene, ma per il bene delle intere aziende. Siamo ancora lontani, qua al sud, nel pensare che questa figura sia fondamentale per la continuità aziendale e per la sua crescita, è ancora troppo spesso visto come un costo esterno e non come una figura con la quale pianificare le scelte e crescere insieme. Nell’ambiente in cui ci troviamo, troppe volte siamo soggetti al cambio di nuove norme, scadenze prorogate il giorno prima o cavilli burocratici che mettono a dura prova la vita dell’imprenditore. Siamo ancora lontani, economicamente, dal ritornare allo stato di benessere ante covid, ma è pur vero che le aziende non sono sole nell’affrontare questa risalita, ci sono migliaia di consulenti pronti ad aiutare le imprese nel senso più umano che ci sia, e se questo avverrà, se i consulenti verranno considerati realmente partner, ritorneremo ad essere più forti di prima.

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